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Le concordanze IC. Soggetto: caso ed omissione - il soggetto va al nominativo, se è espresso da un pronome personale, deve essere omesso qualora si possa intuire dalla voce verbale, si deve esprimere se si vuole mettere in risalto, come nelle contrapposizioni. - nelle proposizioni infinitive il soggetto va all’accusativo e deve essere espresso C. Predicato verbale e nominale - il predicato verbale si ha con i verbi di senso compiuto -
il predicato nominale si ha con la copula ‘sum’ ed i verbi
copulativi in unione con un sostantivo od aggettivo CI. Concordanza del predicato verbale e della copula - il predicato nominale e la copula concordano in numero e persona con il soggetto, tanto per il singolare quanto per il plurale CII. Concordanza del predicato nominale - concordanza del predicato con un soggetto: a. se è sostantivo: esso concorda sempre nel caso del soggetto, se il sostantivo ha numero e genere proprio; concorda in caso, genere e numero se è un sostantivo mobile b. se è aggettivo: concorda in numero, genere e caso col sostantivo c. se è un superlativo relativo seguito da gen. partitivo: concorda con il soggetto a cui si riferisce, se il nome è astratto, si può trovare accordato al gen. partitivo d.
se il soggetto è un infinito: l’infinito è considerato
neutro - concordanza con più soggetti: il predicato nominale è al plurale, mentre il genere: a. se si parla di esseri animati: il genere segue quello dei soggetti (l’ordine di prevalenza è: 1° maschile, 2° femminile, 3° neutro) b. se si parla di esseri inanimati: di genere mashile il predicato è maschile; di genere femminile, il predicato è femminile o neutro; di genere misto, il predicato è neutro c. si si parla di esseri animati e inanimati: si da prevalenza all’accordo con gli esseri animati CIII. Particolarità dell’accordo - concordanza a senso (constructio ad sententiam): invece di concordare grammaticalmente con il soggetto, il predicato concorda con il senso logico del soggetto: a. con nomi collettivo, multitudo, pars, exercitus, classis, …: ex. pars nauium deletae sunt b. con sostantivi neutri come milia, servitia e sostantivi femminili come furia, in senso figurato: ex. hostium duo milia caesi sunt c. se il soggetto è un pronome in unione con un genitivo, oppure un nome unito a complemento do compagnia: Marcus cum amicis ad Mediolanum ierunt - accordo del predicato con uno dei soggetti: a. quando si accorda con il più vicino per dare maggior rilievo b. quando più soggetti hanno un unico concetto c. quando i soggetti sono uniti dalle congiunzioni correlative - concordanza del predicato all’apposizione: il predicato concorda con l’apposizione anziché col soggetto se questa è di carattere geografico: urbs, oppidum, insula, mons. Si ricorda che caput non è un appellativo geografico. - Accordo del verbo col predicato nominale: avviene se il predicato nominale precede subito il verbo o se il soggetto è un infinito CIV. Concordanza dell’attributo ed apposizione - concordanza dell’attributo: la concordanza è completa in genere, numero e caso; se i sostantivi sono più di uno o si ripete per ogni sostantivo o concorda con l’ultimo di essi - concordanza dell’apposizione: concorda col sostanivo sempre nel caso e, se può, nel numero e genere. L’appellativo si pone sempre dopo il sostantivo a. mentre in italiano a volte l’apposizione si collega al nome mediante la preposizione ‘di’: ex. la città di Roma; in latino il collegamento è diretto: ex. urbs Roma b. nomen e cognomen hanno il genitivo dopo di sè: ex. nomen Manii; si ha la normale concordanza nelle frasi di tipo: ‘nihi nomen Marcus est CV. Attributi e predicati - aggettivi in funzione attributiva: in latino spesso l’attributo sostituisce il sostantivo corrispondente a. con località storica o geografica: ex. pugna Cannensis b. origine: Dion Syracusanus c. rapporti di amicizia od ostilità: ex. bellum Iugurthinum d. materia: ex. calix aeneus - aggettivo e predicato hanno funzione predicativa se concordando grammaticamente col nome, si accordano logicamente al predicato: a. in determinazioni di tempo e luogo: ex. primo uere. Possono, tuttavia, avere anche funzione attributiva: manus extrema non accessit operibus eius b. per esprimere stati d’animo e modi di essere: ex. uiuos, mortuos, tacitus - il sostantivo ha funzione predicativa quando pur essendo legato ad un nome grammaticalmente si unisce al predicato nel senso, in italiano è introdotto da ‘come’, ‘da’, che in latino sono omessi: imparo il greco da giovane – litteras Graecas iuuenis didicit. Se come ha valore comparativo va tradotto in latino: Marcus eum ut pater diligit – Marco lo predilige come un padre CVI. Concordanza del pronome relativo - se riferito ad una cosa od una persona: concorda in genere e numero, il caso è quello per cui ha funzione - se riferito a più cose o persone: è di numero plurale, mentre il genere segue le stesse regole dell’attributo riferito a più sostantivi - se si riferisce ad una proposizione esso è neutro -
nelle espressioni geografiche, concorda con l’appellativo -
in una proposizione relativa si accorda col predicato
anziché con l’ultimo nome se la proposizione è esplicativo-accessorio;
mentre si collega con l’ultimo nome se la proposizione è di carattere determinativo |
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